La nuove Comete di Alois Clemens Lageder

In occasione dell’ultima edizione di Summa 2018, Alois Clemens Lageder, sesta generazione dell’azienda di famiglia, ha presentato ai giornalisti di settore otto diverse Comete, nuovi vini che sono il risultato del progetto di sperimentazione iniziato negli anni Ottanta, quando Alois Lageder iniziò a coltivare vitigni diversi, provenienti da vari contesti geologici e microclimatici, per valutare come avrebbero risposto sia a un habitat differente sia al cambiamento climatico. 

Ecco quindi varietà che provengono dal sud della Francia, abituate a temperature più miti – come il Tannat, proposto per la pima volta in purezza nel 2014 Casòn Rosso che ha fatto il suo debutto nel 2017 – o uve provenienti dalla Loira, note per la spiccata acidità, fattore che potrebbe risultare utile e interessante per i vini altoatesini dei prossimi anni. Infine, tra le nuove Comete si ripresentano quei vitigni della tradizione enoica dimenticati, portavoce del proprio territorio d’origine, che forse torneranno alla ribalta.

Nell’incantata atmosfera del giardino Löwengang sono stati presentati questi 8 vini sperimentali, realizzati in edizione limitata (per alcune tipologie di vino sono state prodotte poche centinaia di bottiglie), attraverso i quali recuperare vecchi vitigni come il blatterle, indagare sul potenziale di altri, nel contesto del territorio altoatesino, per valorizzarli anche in funzione dei mutamenti climatici.

Le nuove Comete sono state in ordine di degustazione:

MUS ∙ XVII una versione spumantizzata di moscato giallo ancora con i suoi lieviti, seguito da CHE ∙ XVI un chenin blanc in purezza con un assaggio di buon equilibrio tra l’acidfità e una contenuta sapidità, una buona lunghezza. IL terzo vino ARS ∙ XVI da 100% marsanne, che ha fatto batonnage come il precedente, è stato più interessante al naso che in bocca. Ricordiamo che entrambi questi vitigni compongono l’assemblaggio del Casón Bianco vino delle Tenute Lageder. Seguiva il BLA ∙ XVI da uve, non di proprietà, della varietà blatterle: antico vitigno ottenuto da una mutazione del moscato giallo e tra i più impiantati fino ad una trentina di anni fa in Valle Isarco. Il viticoltore Henrich Mayrdel masoNusserhof ha fatto svariate ricerche su questa varietà salvandola dall’estinzione. Ottenuto dalla collaborazione con la famiglia Lageder questo vino aveva note minerali e di frutta bianca, esprimendo all’assaggio la sua aromaticità (è ottenuto da una mutazione del Moscato giallo), mineralità e sapidità, una buona lunghezza. Proseguiva i nostri assaggi PIPO ∙ XV da uve pinot grigio,una vinificazione definita da Alois Clemens antica in una versione leggermente rosata. Il 5% delle uve fermentano a contatto con le, la massa rimane per 2 anni in barrique usate. Il vino aveva profumi poco pronunciati e una bocca non particolarmente equilibrata. Gli ultimi tre vini sono stati da uve rosse: il TAN SEI ∙ XVI da tannatin purezza, che fa malolattica in vinificazione. Aveva un naso fruttato con accenni minerali, l’ingresso in bocca fruttato, morbido, di grande freschezza e bevibilità. Il successivo NATSCH∙XVI ottenuto da uve schiava del Maso Romigberg con vecchie vigne a pergola, è ottenuta con unavinificazione a cappello sommerso per valorizzare la qualità del vino. Il naso era poco espressivo, l’assaggio aveva ancira bisogno di tempo. Chiudeva l’interessante degustazione DOT∙XV da 100% petit verdot solitamente vinificato nel Cor Römigberg, vino di punta della Tenuta. Qui il naso era bello fruttato con note minerali e spezie. Leggermente squilibrato sull’alcol aveva già tannini morbidi e lunghezza.

 

Le nuove Comete lanciate ufficialmente a giugno 2018, rappresentano per l’azienda di Magré un modo per spingersi oltre i confini convenzionali. Con lo sguardo costantemente rivolto al futuro e con un desiderio quasi incontenibile di trovare risposte e soluzioni per quelli che saranno i vini di domani, la cantina è quotidianamente impegnata da molti anni in ricerche e sperimentazioni che, un giorno, potrebbero rivelarsi errori o, chissà, primi passi verso una nuova era dei vini altoatesini. La ricerca e la sperimentazione non interessano solo le diverse varietà d’uva, ma in egual misura metodi di vinificazione non convenzionali – o meglio, tradizionali – come una prolungata macerazione sulle bucce e i raspi per vini come il Pinot Grigio o la Schiava, finora utilizzati come componenti, sono oggi in bottiglia per presentarsi agli appassionati più curiosi. “Oggi queste Comete si mostrano in un modo, domani potrebbero avere evoluzioni differenti”, dice Clemens, e continua “Questi esperimenti ci lasciano degli indizi, delle tracce, grazie alle quali possiamo giorno dopo giorno migliorare il nostro lavoro e conoscere più a fondo il potenziale del nostro territorio, allo scopo di mantenere sempre il nostro ‘marchio di fabbrica’: eleganza e freschezza”.

di Giovanna Moldenhauer

 

www.aloislageder.eu

 

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By | 2018-07-02T17:25:21+00:00 luglio 2018|Eventi, Slide|