Autochtona Awards e Tasting Lagrein 2018, premiate la tipicità e le differenti tipologie della varietà altoatesina

Autochtona Awards e Tasting Lagrein 2018, premiate la tipicità e le differenti tipologie della varietà altoatesinaAutochtona si è riconfermata, alla sua 15 edizione, una vetrina in grado di esaltare le tipicità dei vini provenienti da vitigni unici o rari della ricca tradizione italiana essendo, di fatto, un autorevole forum sui vitigni autoctoni. Novità di quest’anno Tasting Lagrein e un suo premio

Nel corso degli anni Autochtona ha acceso i riflettori sulle denominazioni più note così come su quelle meno conosciute del grande patrimonio vitivinicolo italiano. Protagonisti i vignaioli che coltivano e lavorano direttamente le loro uve e seguono di persona l’intero processo produttivo, dalla vite al bicchiere. Questo è un presupposto essenziale per produrre vini bianchi e rossi di altissima qualità, per partecipare alla manifestazione.

Quest’anno per festeggiare il suo anniversario Autochtona si è arricchita di una giornata interamente dedicata al Lagrein con un premio Tasting Lagrein, in collaborazione con il Consorzio Vini Alto Adige, e una serie di approfondimenti dedicati alla varietà, di cui parliamo in seguito.

Tutte le foto sono di Marco Parisi

Come sempre si è svolto il premio “Autoctoni che Passione!”con 6 vincitori e il premio alla tipicità assegnato in sei diverse categorie premiati con gli Autochtona Awards. La giuria, composta da 9 giornalisti e professionisti del settore italiani e internazionali, ha premiato produzioni visceralmente legate ai loro terroir d’elezione, realizzate a partire da vitigni ambientatisi magnificamente in questi luoghi. Piemonte, Emilia, Toscana, Puglia e Sicilia: l’Italia del vino produce eccellenze in ogni dove, da Nord a Sud, e fin nelle sue isole meno estese e più remote eproprio da queste regioni provengono i vinipremiati. L’elenco dei vincitori di quest’anno – tra novità e riconferme – esprime un omaggio alla vocazione vinicola di alcuni dei territori italiani più storici e affermati, lasciando nel contempo il giusto spazio a produzioni enologiche di grande fascino, in territori geograficamente delimitati ma molto caratteristici.Autochtona Awards e Tasting Lagrein 2018, premiate la tipicità e le differenti tipologie della varietà altoatesina

 

La lista dei premiati si apre con una riconferma: il premio Miglior Vino Rosso è infatti andato all’azienda Claudio Alario, già vincitrice nella stessa categoria nel 2017, che quest’anno si è aggiudicata la prima posizione con il suo Valletta Barbera d’Alba DOC 2016. Si resta sempre in Piemonte per il Miglior Vino Bianco, assegnato al Poggio dello Scagno Derthona Timorasso 2016 dell’azienda La Vecchia Posta. Il riconoscimento Migliori Bollicinevede premiata ancora una volta la realtà emiliana Cantina della Volta, che quest’anno ha conquistato il titolo con il suo CDV Brutrosso Lambrusco di Sorbara DOC Spumante Brut Metodo Classico 2016. Dal Nord si passa al Sud: il Miglior Vino Rosato è il Rosarò Salento Negroamaro Rosato IGT 2017 della tenuta Feudi di Guagnano, in Puglia. Per chiudere la rosa dei vincitori, si passa alle isole. Ad aggiudicarsi il riconoscimento del Miglior VinoDolce è stata l’azienda Salvatore Murana con il suo Martingana Moscato Passito di Pantelleria DOP 2008. Infine, il Premio Speciale Terroir, che come da tradizione incorona l’etichetta che meglio rappresenta l’espressione del vitigno legato al suo territorio di riferimento, è andato quest’anno all’Azienda Agricola Montefabbrello con il suo Aleatico Passito Elba DOCG 2017.

“La degustazione “Autoctoni che passione!” è una prova molto interessante ma nel contempo necessita di grande concentrazione: il nostro compito come giurati è quello di muoverci sul filo della comprensione di vini ottenuti da vitigni molto diversi tra di loro e che rappresentano diverse aree d’origine. Questa è una grande responsabilità” – hacommentato Pierluigi Gorgoni, curatore del premio. – “Tra gli elementi che mi hanno più colpito della selezione di quest’anno, sicuramente i vini dolci, tutti molto rappresentativi del panorama vitivinicolo italiano, e la qualità dei vini delle isole come Elba e Pantelleria, dotati di densità e sfaccettature aromatiche entusiasmanti. Infine, sto notando come i bianchi rifermentati sui lieviti in bottiglia, di anno in anno, siano sempre più numerosi: evidentemente questo rappresenta una tendenza da tenere in considerazione”. Ricco il panel dei giurati chiamati a raccolta per decretare i vincitori dei premi alla tipicità: i giornalisti Alessandro Franceschini, coordinatore del premio, Pierluigi Gorgoni, Valentina Vercelli, Jacopo Cossater, Leila Salimbeni, oltre ai professionisti di settore Andrea Gaviglio di Vinarius e Antonio Falzolgher. A completare il team dei giurati anche tre ospiti internazionali: i giornalisti Michal Setka dalla Repubblica Ceca, Paul Howard dal Regno Unito e – come Presidente – Jens Priewe dalla Germania.

Il Lagrein è un vitigno affascinante, il più antico fra quelli storicamente documentati e tuttora coltivati in Alto Adige. Una varietà capace di rivelarsi per profili diversi e per distinti caratteri, capace di generare rossi corposi e robusti, oppure fruttati, tondi e vellutati, ma anche di produrre vini rosati di stuzzicante freschezza e bevibilità. Tre declinazioni dalla forte identità che, come da tradizione, sono al centro di “Tasting Lagrein”, il premio organizzato in collaborazione con il Consorzio Vini Alto Adige che incorona le migliori etichette nelle categorie Lagrein, Lagrein Riserva e Lagrein Rosato (noto in Alto Adige come “Kretzer”). Quest’anno sono state ben 38 le aziende del territorio che hanno aderito all’iniziativa, per un totale di 77 etichette in lizza.

Il compito di decretare i migliori Lagrein è stato assegnato ad un panel costituito da giornalisti italiani ed internazionali, oltre che da professionisti del settore. Lagiuria, presieduta da Alessandro Torcoli di Civiltà del Bere, ha visto la partecipazione di Raffaele Cumani, Federica Randazzo, Michal Setka, Alberto Piras de Il Luogo di Aimo e Nadia e Andrea Terraneo, oltre al curatore della sessione di degustazione Pierluigi Gorgoni e al coordinatore Alessandro Franceschini.

I vincitori dell’edizione 2018 della rassegna sono stati annunciati ieri nell’ambito di Autochtona, nei padiglioni di Fiera Bolzano. Nella categoria “Miglior Lagrein”a trionfare è stato il Lagrein Gries 2017 della cantina Egger-Ramer, espressione fiera del magnifico terroir di Gries, sottozona storica del Lagrein della conca di Bolzano, nell’interpretazione di una storica azienda familiare. Per il “Miglior Lagrein Riserva” si aggiudica il primo premio una realtà già piazzatasi sul gradino più alto del podio per ben tre volte in passato, anche se non sempre in questa categoria: si tratta dell’azienda Loacker con il suoLagrein Riserva Gran Lareyn 2015, campione di complessa personalità e di grande struttura. Infine nella categoria “Miglior Lagrein Rosato (Kretzer)”vince il Lagrein Kretzer 2017 di Larcherhof, un vino esemplare per immediatezza, bevibilità e per il suo senso di autenticità.

“È stato un onore presiedere la giuria del concorso dedicato al Lagrein, uno dei vitigni autoctoni italiani emergenti sui mercati internazionali. Una prova del suo successo sta anche nel fatto che l’anno scorso è stato inserito tra i 36 vini da riconoscere nel temutissimo esame dell’Institute of Masters of Wine.”– commenta il Presidente di giuria Alessandro Torcoli– Colpisce sempre la plasticità del vitigno, la capacità di accordarsi su tonalità differenti a seconda del suo interprete, e se il vincitore è senz’altro quello che ci è mediamente piaciuto di più, ciò non significa che gli altri sul podio siano da meno. Sono solo diversi”.

Ad aprire il programma degli interventi durante le giornata è stato Angelo Carrillo, giornalista del quotidiano Alto Adige, che ha raccontato la storia del vitigno. A seguire, Christine Mayr (presidentessa AIS Alto Adige) ha descritto il Lagrein e le sue zone di produzione nella interpretazione dei vecchi e dei nuovi enologi locali. A completare la panoramica con un contributo dal taglio più tecnico è stato poi Florian Haas, responsabile del Gruppo di lavoro Fisiologia e Tecniche Colturali in Viticoltura presso il centro di Sperimentazione Laimburg, con una ricerca condotta pochi anni fa sulla varietà. Un ulteriore approfondimento lo ha portato Jacopo Cossater che – con la sua lettura da giornalista e critico – ha spiegato l’importanza dell’aspetto degustativo nell’analisi del Lagrein.

Questi seminari possono aiutare gli appassionati a comprenderne le diverse sfaccettature.

di Giovanna Moldenhauer

 

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By | 2018-10-29T07:32:14+00:00 ottobre 2018|Eventi|