Il Vino di Milano si presenta alla sua città alla Porta del vino

Una sosta gastronomica all’insegna della migliore gastronomia lombarda?  La Porta del Vino – il luogo creato dal Movimento Turismo del Vino Lombardo per far conoscere al grande pubblico la straordinaria ricchezza e varietà dei vini della Regione (e non solo), – sino a sabato 11 novembre  ospiterà “Alla Scoperta del Vino di Milano”, con  assaggi, degustazioni guidate e incontri di presentazione dei vini prodotti nel territorio milanese. 

Gli orari sono dalle 15,30 alle 18,00 con un banco d’assaggio riservato agli operatori Horeca, dalle 18,30 alle 21,30 un banco d’assaggio aperto al pubblico, con un degustazione a tema, diversa ogni giorno.

alle ore 19,00

La Porta del Vino, ubicata in Piazza Cinque Giornate al civico 16, si trova nell’edificio che una volta ospitava uno dei caselli daziari di accesso alla città lungo le cosiddette mura spagnole, questo luogo nasce con lo scopo di divulgare al grande pubblico milanese la grande varietà e ricchezza del patrimonio vitivinicolo lombardo e italiano.

“San Colombano al Lambro, una collina fortemente vocata alla produzione vitivinicola, fa oggi parte a tutti gli effetti della Città Metropolitana di Milano – sottolinea Carlo Pietrasanta, vicepresidente del Movimento Turismo del Vino Lombardo, animatore del progetto La Porta del Vino e piccolo produttore a San Colombano – e se è vero che parte delle aziende e dei vigneti si trovano in provincia di Pavia, possiamo comunque affermare di essere davvero il vino di Milano.”

Claudio Maspes – formatore e Direttore dei Corsi ASPI per Milano e Provincia e responsabile delle degustazioni de La Porta del Vino – approfondisce e sostiene questa affermazione: “San Colombano è storicamente legata a Milano, oltre ad essere ben documentata come luogo di produzione di ottimi vini da tanti secoli. Nel ‘500, i vini più presenti e diffusi a Milano erano quelli di San Colombano e della Valtellina. Anche perché la produzione di un’altra grande zona lombarda, l’Oltrepò pavese, guardava più a ovest, verso il Piemonte.”

Sulla vocazione di questa collina alla produzione di qualità ritorna Antonio Panigada, produttore in San Colombano con il suo Banino: “C’è anche un motivo geologico: la collina di San Colombano si è formata in conseguenza di uno ‘scontro’ tra gli Appennini e le Alpi, e in questa corrugazione il sottosuolo della collina è ricco di terreni profondi e non di roccia: questo permette la presenza di acqua in profondità, cui le radici delle viti possono attingere in ogni caso. Così qui possono prosperare uve molto versatili come Croatina e Barbera. Per questo, qui è molto limitata la presenza di vitigni internazionali che altrove hanno preso molto piede”.

“Per questo motivo San Colombano ha alcune specificità enologiche – riprende Claudio Maspes – vale a dire innanzitutto la produzione di vini rossi frizzanti, che è tipica di alcune zone limitrofe come l’Oltrepò, il Piacentino e il Parmense (con l’eccezione del Lambrusco); e in secondo luogo un vitigno assolutamente specifico come la Verdea, originario proprio di San Colombano. Ma vedremo proprio in questi giorni che si ottengono risultati interessanti e di valore anche con i vini rossi da affinamento e con altre tipologie”.

Saranno quindi giornate di scoperta, o di riscoperta, di vini piacevoli, interessanti e anche in alcuni casi importanti: La Porta del Vino inizia così la nuova stagione di attività di divulgazione del patrimonio enologico lombardo e anche di fuori regione, e lo fa con grande ambizione: “Siamo molto contenti dell’attenzione e della collaborazione avviata con alcune associazioni del mondo del vino come ASPI e ONAV, e FISAR Milano Duomo. Speriamo che quanto presentiamo susciti l’interesse degli appassionati e dei professionisti del vino. Ma soprattutto siamo molto onorati della partnership con ABS Wine & Spirits, organizzatore e produttore di una manifestazione come Bottiglie Aperte, che ha saputo affermarsi come molto importante per il mercato milanese: crediamo che sinergie e gioco di squadra siano oggi il modo migliore per affrontare le significative scommesse del mercato del vino innanzitutto in questa città, ma non solo” conclude Carlo Pietrasanta.

ABS Wine & Spirits, Società del gruppo Aliante Business Solution, nell’ottica di ampliare e potenziare il suo raggio d’azione nel settore Wine, ha siglato una partnership con il Movimento del Turismo del Vino Lombardo (MTVL) che vedrà le due realtà collaborare su iniziative e eventi a Milano e non solo.

“Siamo orgogliosi di questa nuova sinergia con il Movimento del Turismo del Vino che da anni s’impegna nel sostenere l’enoturismo”, racconta Fabio Dossena, Managing Partner di Aliante Business Solution, che continua: “E’ importante per noi, nel perseguire la mission di ABS Wine&Spirits, che vede il suo focus nell’organizzazione di eventi nel settore del Food&Beverage in Italia e in Europa, ampliare il networking avvalendosi di collaborazioni mirate, con realtà che condividano i nostri stessi valori e obiettivi, consapevoli della crescita esponenziale che Milano e la Lombardia stessa stanno vivendo nel settore in cui operiamo”. Reduci dal successo della settima edizione di Bottiglie Aperte – evento di riferimento per tutto il mondo del vino prodotto e organizzato dal 2015 da ABS Wine & Spirits – l’Azienda accelera e continua a investire nel capoluogo lombardo, riconoscendone il valore come polo di aggregazione e generatore di network per creare opportunità di business, anche in questo settore.

Le aziende presenti alla Porta del Vino questa settimana sono: Stefano Bossi, Nettare dei Santi della famiglia Riccardi, Antonio Panigada con la cantina Banino, Angelo Panizzari, Pietrasanta Vini e Spiriti.

Le cantine producono vini bianchi dall’autoctona Verdea, vino che identifica la Collina di Milano, realizzata per lo più frizzante a eccezione di Nettare dei Santi che la vinifica anche ferma  e dagli internazionali tra cui Chardonnay, Riesling e Sauvignon. Per le uve rosse con cui è realizzato il San Colombano Rosso DOC troviamo Croatina, Barbera e Uva Rara, seguiti dagli internazionali Merlot e Pinot Nero.  La DOC, interregionale con le provincie di Pavia e Lodi, prevede la produzione di San Colombano al Lambro rosso nelle versioni fermo, frizzante e riserva, così come San Colombano al Lambro bianco nelle versioni fermo e frizzante. L’indicazione geografica tipica IGT “Collina del Milanese” è riservata ai vini  bianchi, anche nelle tipologie frizzante e passito, rossi, anche nelle tipologie frizzante e novello, rosati, anche nella tipologia frizzante.

La collina di San Colombano misura 2 kilometri per 7, con un’altitudine media di 144 metri d’altitudine con una produzione complessiva di  circa 1.500.000 di bottiglie realizzata dalle cantine di San Colombano.

A rendere più vivaci le degustazioni guidate verrà inserito ogni giorno un “intruso”. Chi lo scoverà per primo vincerà una bottiglia di vino mettendo così alla prova le capacità degustative dei partecipanti.

 

di Giovanna Moldenhauer

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By | 2018-11-09T23:56:28+00:00 novembre 2018|I luoghi del bere|