Il panettone al sigaro toscano

Il panettone al sigaro toscano

Il panettone è senza dubbio uno dei simboli del Natale italiano. Ottenuto da un impasto a base di farina, acqua, burro, tuorli d’uovo e frutta candita, la sua storia è molto antica: si fa risalire infatti la sua origine al Medioevo.

Ci sono molte leggende legate alla nascita di questo dolce: una delle più note fa riferimento ad un incidente occorso durante un fastoso banchetto di Ludovico il Moro (1452 – 1508), duca di Milano.
Il pasticcere di corte aveva bruciato il dolce da servire alla fine del pasto, tuttavia uno scaltro garzone di nome Toni, per salvare la situazione, impastò un nuovo dolce con quello che era riuscito a reperire nelle cucine di corte. Il dolce improvvisato ebbe grandissimo successo e quando il duca di Milano chiese il nome della pietanza, il cuoco rispose: «L’è ‘l pan del Toni».

Da allora è il “pane di Toni”, ossia il “panettone”. Milano è quindi la culla del “panatun”: i pasticceri della città meneghina si tramandano da secoli la ricetta originale del panettone, che continuano a seguire con scrupolo quasi religioso. Dal 2005 esiste un vero e proprio disciplinare che regola gli ingredienti, le percentuali di questi e le fasi di preparazione da seguire, affinché un panettone possa essere effettivamente venduto con tale denominazione.

A partire dagli anni Cinquanta del Novecento il panettone è stato prodotto in grandissime quantità su scala industriale, e si è diffuso praticamente in tutta Italia, diventando, insieme al pandoro veronese, un classico immancabile sulle tavole italiane imbandite per le feste. Tante le differenti versioni di panettone oggi in commercio: con canditi di ogni genere, o senza canditi, mandorlato, con gocce di cioccolato, glassato, ripieno di crema o di gelato.  

Nel periodo natalizio chef e pasticcieri di tutto lo Stivale fanno a gara per reinterpretare questo grande classico della cultura pasticciera italiana, dando sfoggio di grande inventiva, cimentandosi in tanti accostamenti più o meno azzeccati. E se il panettone incontrasse un altro simbolo dell’italianità, ovvero il sigaro toscano?Il panettone al sigaro toscano

Il sigaro è una passione diventata icona passando per la bocca di tanti grandi uomini della storia. Basti pensare a Giuseppe Garibaldi, l’eroe dei due Mondi, al quale è stato dedicato un omonimo sigaro toscano.
Il sigaro non mancava mai nemmeno tra le labbra di Winston Churchill, un uomo passato alla storia per la sua capacità decisionale e per il suo innegabile carisma. L’ex primo ministro del Regno Unito era un uomo assai competitivo, tanto nel gioco che nella politica.

Proprio nel gioco e soprattutto nella politica il sigaro diviene una sorta di simbolo: la mente va subito a tanti uomini influenti della storia degli ultimi decenni, da Fidel Castro a Bill Clinton, e non solo.

Il sigaro è stato sulle bocche di tante icone del cinema: tutti ricorderanno l’espressione fredda di Clint Eastwood in Per un pugno di dollari, intento a fumare, pronto a un nuovo duello.
Un buon toscano o un buon cubano non sono solo una passione da “uomo che non deve chiedere mai”: iconici i sigari passati tra le dita di donne del calibro di Marlene Dietrich o di Demi Moore, e pare che questi siano apprezzati oggi persino da Rihanna.  

Il sapore intenso del sigaro e il suo fumo denso abbinati al panettone? Certo, l’accostamento può risultare spiazzante a un primo impatto, ma si è rivelato fortunato. L’ispirazione è arrivata quasi per caso, dichiara il maestro gelataio della Cremeria Opera di LuccaMirko Tognetti. Terry Nesti, grandissimo esperto in materia di sigari toscani, lo aveva di recente invitato ad uno stand del Club amici del toscano, dedicato alla scoperta e alla degustazione di sigari.
In un primo momento Terry Nesti aveva pensato alla creazione di un gelato al sigaro, ma con l’appropinquarsi delle feste natalizie Tognetti ha deciso di cimentarsi nella produzione di un panettone aromatizzato al sigaro. 

Per prima cosa, il maestro ha preso dell’uva passa e l’ha messa in infusione in una bustina con del rum Legendarioe un sigaro toscano, per la precisione un Garibaldi.
Il composto è stato messo sottovuoto ed è rimasto a macerare per un mese. Una volta aperta la busta l’uvetta risultava perfettamente aromatizzata. L’uvetta ha quindi conferito all’impasto un intenso aroma di tabacco, che lascia in bocca la sensazione di aver fatto un tiro di sigaro, senza in realtà aver minimamente fumato.
Una rilettura toscana del classico milanese, che sicuramente sarà apprezzata dai cultori del sigaro e non solo, anche da palati fini, da chi ama stupire gli ospiti al Cenone o regalare qualcosa che decisamente non passi inosservato.

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By | 2019-01-08T13:33:17+00:00 Gennaio 2019|Food, News|